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CULTURA E TURISMO

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Nurallao: rapporti tra le cave e le ferrovie

Tra gli anni '20 fino agli anni '60 ci fu grande interazione tra le attività delle cave e delle ferrovie complementari della Sardegna e Nurallao ne fu il centro principale. In corrispondenza di case cantoniere e di fermate, erano stati costruiti dei piani caricatori dove veniva depositato il materiale estratto dalle cave.

Il principale punto di raccolta era in corrispondenza della fermata di Cignoni, ma anche nelle case cantoniere n° 16, 18, 19, 20 e 21. In pratica, il materiale estratto dalle cave veniva portato e depositato sui piani caricatori: all'inizio questo trasporto veniva effettuato tramite carri trainati da buoi e anche manualmente, successivamente con camion. In corrispondenza della fermata di Cignoni e della C.C. 20, vennero addirittura costruite delle piccole vie in ferro lunghe circa 600-700 metri che collegavano i luoghi estrattivi alla ferrovia. Su di esse transitavano dei piccoli vagoncini che venivano spinti a mano o trascinati con un argano.

L'argilla veniva così scaricata sui piani caricatori e raccolta a seconda del tipo, se refrattaria o bentonitica. Da qui, manualmente e dagli anni '50 con pale meccaniche, veniva depositata sui carri ferroviari del tipo P, a sponde basse. Su ogni carro venivano caricati 20-30 quintali di materiale in totale; il treno era composto dalla locomotiva a carbone, dopo da locomotore diesel, e 6-7 carri.

Durante i primi anni '60, tutti i giorni, il treno così composto partiva nella prima mattinata, transitando per Nurallao verso le 11 e arrivando a Cagliari nel primo pomeriggio.

Poco dopo la stazione di Nurallao, all'altezza dello scambio, venne anche costruito uno scivolo nel quale veniva scaricata l'argilla per una vicina fornace sottostante (Funtan'e Susu), che veniva così alimentata di materiale per caduta.Durante il viaggio e a seconda della potenza del mezzo di trazione, capitava che il treno dovesse fermarsi nella stazione di Sarcidano per staccare alcuni carri prima della salita di Is Barroccus vicino a Isili; arrivato in questa stazione, staccava i carri trainati e ritornava a prendere gli ultimi e, con la composizione completa, procedeva per il porto di Cagliari. Qui l'argilla veniva scaricata sul molo, destinata alle successive lavorazioni principalmente in stabilimenti della Penisola.

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