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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Le attività artigianali tradizionali

Nurallao appartiene ad una zona, il Sarcidano, che, in passato (in modo veramente consistente, fino agli inizi del secolo), era ricchissima di boschi e di sorgenti.

Nel suo territorio, inoltre, erano (e in parte lo sono ancora oggi) molto diffusì i giacimenti di argille, così come abbondante era il calcare. Il nurallaese ha saputo sfruttare anche queste risorse, e non solo l'agricoltura, l'allevamento del bestiame e la caccia.

Aveva la legna ed ha imparato a produrre il carbone; c'era la pietra adatta ed ha saputo ricavarne la calce; c'erano diverse qualità di argilla ed ha prodotto tegole, mattoni, pianelle e, persino, brocche, vasi, conche per la panificazione.Quando si è dato il via alla costruzione della strada carrozzabile ha procurato anche la ghiaia.

Un primo sensibile sviluppo e modificazione dì alcune attività artigianali si ebbe a seguito della costruzione della ferrovia (la Isìlì Sorgono fu inaugurata nel 1889) e, quando, quasi contemporaneamente, vennero i carbonai Toscani a sfruttare i boschi.

Sempre secondo gli anziani, nel periodo della I guerra mondiale, iniziarono le ricerche per l'estrazione e lo sfruttamento di ''su caullinu'' (il caolino). Ma è durante e dopo la I guerra mondiale che si è proceduto, invece, all'estrazione e all'utilizzo dell'argilla refrattaria, poiché questa, oltre ad essere usata per la produzione di vari tipi di oggetti per uso domestico, fu impiegata per diverse esigenze belliche.

Sta di fatto che molteplici erano le attività artìgianali a Nurallao e, per alcune di esse, i nurallaesi divennero ben noti in gran parte della Sardegna, D'altronde, già nella prima metà dell'800, l'arte della lavorazione dell'argilla è documentata dal Padre V. Angius: ''I paesani usano di certa argìlla assai abbondante in queste regioni per la fabbricazione di vasi, che vendono né dipartìmenti d'intorno''. ''Nella figulina non lavorano meno di 60 individui e fanno opere sebbene grossolane. Siffatte manifatture sono poi mandate nelle fiere su carri o né canestrì sul basto de' cavalli, e si portano da uno in altro paese per fornirne alle famiglie che ne han d'uopo''.

Nelle sottopagine della sezione, diamo alcuni ragguagli sul lavoro e lo sfruttamento delle cave, della produzione della calce, delle brocche e delle tegole.

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